Il 22 ottobre Alberto Garinei, Responsabile Scientifico di K-Digitale e Idea-Re e Direttore del Dipartimento di Scienze Ingegneristiche dell’Università Guglielmo Marconi, è intervenuto al convegno dedicato a una domanda centrale: come possiamo avere sempre più capacità di calcolo senza moltiplicarne in modo insostenibile il costo fisico ed energetico?
L’AI ci sembra immateriale. In realtà ogni modello si regge su data center, energia, raffreddamento, GPU e competenze. Il quantum computing si inserisce proprio in questo scenario. L’intervento di Alberto Garinei si è concentrato su tre punti.
- Dove siamo oggi. Il quantum è ancora in fase sperimentale, ma non è più una sperimentazione da laboratorio. Si lavora già su problemi reali, dall’ottimizzazione logistica alla simulazione dei materiali. Manca la scala, non l’idea. Il quantum non sostituirà l’AI: la affiancherà dove il calcolo classico, per crescere, deve moltiplicare GPU ed energia. L’AI impara dai dati, mentre il quantum esplora spazi di soluzioni troppo grandi per un computer tradizionale.
- Quando ha senso usarlo. Un computer quantistico non è un computer “più veloce”, ma un computer che calcola in modo diverso. I buoni candidati sono i problemi facili da descrivere che però esplodono nel numero di combinazioni possibili: trovare la configurazione migliore tra miliardi di alternative, simulare una molecola, ottimizzare una rete. Se un algoritmo classico ci arriva in tempi ragionevoli, il quantum non aggiunge valore. Oggi il lavoro vero è riconoscere questi problemi e riformularli nel linguaggio giusto.
- Cosa dovrebbe chiedersi un’impresa. La prima domanda da porsi è scomoda: cosa succede alla mia azienda il giorno in cui il quantum funziona davvero? Una parte importante della crittografia che oggi protegge dati, contratti e modelli di AI potrebbe diventare vulnerabile. Prima ancora di chiedersi come usarlo, bisogna chiedersi se si è pronti a subirlo. Poi c’è la domanda in positivo: quale mio problema diventa improvvisamente risolvibile? Chi ha entrambe le risposte sta già facendo buona strategia.
Un ringraziamento al coordinatore del panel Mariano Gattafoni, ad Andrea Violetti e Federico Mattei per il confronto ricco e concreto, e a tutti i partecipanti per le domande.